Prolasso addominale

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Il prolasso addominale è conosciuto anche con il nome di diastasi dei retti addominali ed è un problema che colpisce tante donne dopo il parto. Si tratta di un disturbo ancora poco conosciuto e che non è sempre semplice da diagnosticare. La diastasi, quando si risolve autonomamente, è un fenomeno normale in gravidanza e in genere scompare dopo pochi mesi dal parto.

Due terzi delle donne non ha problemi causati dalla diastasi addominale già dopo 3-5 mesi dal giorno del parto, ma un terzo delle donne continua a soffrire di questo problema. Ne soffre il 30% delle donne neo mamme, ma se ne parla ancora poco. Nella guida di oggi vediamo cos’è il prolasso addominale e cerchiamo di capire come fare per risolvere il problema.

Che cos’è il prolasso addominale?

Come abbiamo già detto nella breve introduzione, quando parliamo del prolasso addominale, o della diastasi addominale, o diastasi dei retti addominali, ci si riferisce ad una condizione che colpisce maggiormente le donne incinte e i neonati e che tende a regredire in modo spontaneo.

Il prolasso addominale consiste nell’eccessiva separazione tra la parte sinistra del muscolo retto addominale e la sua parte destra. Da un punto di vista diagnostico questo disturbo è confermato quando la distanza tra le due porzioni del muscolo è di almeno 2,7 centimetri.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, sarebbe il caso di accennare brevemente all’anatomia del muscolo retto addominale, anche conosciuto come Retto addominale.

Si tratta di uno dei principali muscoli che si trovano nella porzione anteriore della parete addominale e si suddivide in due parti, una destra e una sinistra. Per questo rientra nella classe dei muscoli pari.

A separare la parte destra dalla parte sinistra del muscolo retto addominale è una linea che viene chiamata linea alba, o anche linea mediana. E’ una banda molto sottile di tessuto connettivo che non contiene vasi sanguigni o nervi e parte dalle ossa del bacino fino ad arrivare sotto allo sterno.

In pratica, questo muscolo inizia a partire da appena sopra il pube e si interseca a livello del processo xifoideo dello sterno e nella cartilagine che si trova tra le costole della nostra gabbia toracica.

Quali sono le cause del prolasso addominale?

Quindi, il prolasso addominale, interessa soprattutto il corpicino dei neonati e le donne in stato di gravidanza, perché? Il motivo è strettamente connesso alle cause del problema.

Nel caso dei neonati il prolasso addominale è causato dal fatto che il muscolo retto addominale è ancora in via di sviluppo e potrebbe verificarsi l’allontanamento della parte destra da quella sinistra.

Nel caso delle donne incinte, invece, si verifica spesso la diastasi addominale perché la continua espansione dell’utero causa uno stiramento eccessivo del muscolo retto addominale, facendo pressione su di esso e favorendo la separazione tra i due elementi muscolari di destra e di sinistra.

Come si effettua la diagnosi del prolasso addominale?

Per capire se siamo affetti da una diastasi addominale è sufficiente sottoporsi ad un esame obiettivo. Si tratta delle manovre che il medico dovrà fare per verificare se il paziente presenta tutti i segni del prolasso addominale o di qualsiasi altra condizione anomala.

L’esame obiettivo è fondamentale per capire se il paziente è affetto dal prolasso addominale o da altre condizioni che gli somigliano, come un’ernia addominale oppure un’ernia epigastrica.

Per questo motivo, quando l’esame obiettivo non è sufficiente per capire cosa sta succedendo, il medico potrebbe ritenere necessario ricorrere all’ecografo, così da andare a chiarire ogni dubbio.

Quali sono i sintomi del prolasso addominale?

Intuibilmente, per capire se siamo affetti o no dal prolasso addominale il medico dovrà valutare i segni e i sintomi con i quali si manifesta questa condizione. Sintomi che possiamo individuare anche noi stessi per capire cosa abbiamo.

Il segno che contraddistingue la diastasi addominale è una specie di cresta che si forma proprio sulla linea alba (ossia la linea che divide il muscolo destro da quello sinistro), che parte dal processo xifoideo fino ad arrivare all’ombelico.

Questa cresta sarà più evidente quando il muscolo si trova in tensione e, nel caso del neonato è facilmente individuabile soprattutto quando questo cerca di rimanere seduto.

Nel caso delle donne in dolce attesa la situazione è diversa. Quando una donna incinta è affetta dal prolasso addominale durante i primi tre mesi della gestazione, la cresta che caratterizza il disturbo sarà meno evidente rispetto a quanto lo sarebbe verso il termine della gravidanza.

All’inizio della gestazione, infatti, la cresta del prolasso addominale appare come un eccesso di tessuti molli e pelle. Man mano che si avvicina il termine, invece, la cresta appare come una vera e propria protuberanza che fuoriesce sulla linea alba.

A volte potrebbe addirittura capitare che, da questa protuberanza in cui si affaccia l’utero, si possa intravedere il feto. Ma come bisogna comportarsi per riportare la situazione alla normalità nel caso di un prolasso addominale? Vediamolo insieme nel prossimo paragrafo!

Cosa bisogna fare nel caso di un prolasso addominale?

In linea di massima, come abbiamo già accennato nella breve introduzione, quando un individuo è affetto da prolasso addominale la situazione non è critica e il disturbo tende a risolversi in modo del tutto spontaneo, senza il bisogno di intervenire con dei trattamenti specifici.

Ci sono inoltre degli esercizi specifici che possono aiutare a ricollocare i muscoli, ricorda che gli esercizi devono essere fatti solo se consigliati e guidati da un fisioterapista o da un osteopata preparato.

Ricordate che fare movimenti errati può persino peggiorare la situazione, quindi dovrai rivolgerti necessariamente al medico e al fisioterapista o osteopata, prima di iniziare con gli esercizi. Si consiglia di seguire con scrupolo le indicazioni del fisioterapista o dell’osteopata per non sbagliare.

Generalmente, nel caso delle donne incinte, il problema della diastasi addominale si risolverà entro le 8 settimane che succedono il parto.

Tuttavia, se la separazione delle due fasce è molto marcata e gli esercizi non sono sufficienti, potrebbe essere necessario l’intervento di un chirurgo che riposizionerà il muscolo al suo posto.

L’operazione chirurgica consiste in un intervento di addominoplastica. Il chirurgo plastico andrà a praticare una incisione sopra il pube, simile al cesareo, e eseguirà la ricostruzione della parete addominale danneggiata. L’intervento, come tutti, lascia una cicatrice in questo caso davvero simile a quella del parto cesareo. I benefici dell’intervento sono permanenti e risolvono il problema definitivamente.

Non trascurare il problema, soprattutto se provi dolore o se accusi problematiche diverse associate al prolasso addominale. Trascurare il problema potrebbe può causare anche un evidente peggioramento della qualità della vita della donna. Per qualsiasi dubbio sulla diagnosi del prolasso addominale consigliamo di consultare il medico.

Nel caso dei bambini si tratta di un intervento che viene fatto raramente in quanto potrebbe causare delle complicazioni non indifferenti per la vita del piccolo.

Ciò non esclude, però, che la chirurgia possa rappresentare l’unica soluzione e il neonato viene sottoposto ad un intervento di ernia addominale o di ernia ventrale, in base alla complicazione che si è venuta a presentare.

Costo dell’intervento

L’intervento si può fare in ospedale o in una clinica privata. Nella clinica privata l’intervento ha un costo che va da 5.000 a 10.000 euro circa. Il prezzo varia a seconda del chirurgo scelto, della struttura e della regione.

Anche il Servizio Sanitario Nazionale consente di fare l’intervento, ma come spesso accade i tempi di attesa sono molto lunghi e bisogna aspettare da 1 anno fino a tempi record di 5 anni in base ai posti disponibili nella struttura ospedaliera. ​

Se hai bisogno di sostegno e consigli puoi cercare le associazioni di donne che hanno sofferto di questo problema che offrono dritte sulla scelta di ospedali e chirurghi e che recensiscono le strutture e i medici.

Non vergognarti di questo problema, ne soffrono tantissime donne, forse più di quanto pensi. Non sei sola. Se hai bisogno di un aiuto in più non dimenticare i tuoi cari che possono offrirti sostegno. Se ne hai bisogno rivolgiti ad uno psicoterapeuta.

Possono subentrare delle complicazioni?

Come abbiamo brevemente accennato nel paragrafo precedente, i neonati affetti da prolasso addominali potrebbero dover fare un intervento e questo accade solo quando il disturbo si complica e non si risolve in modo spontaneo.

In questi casi potrebbe infatti accadere che si formi un’ernia ventrale o un’ernia ombelicale, problemi sui quali, come abbiamo visto, si deve intervenire chirurgicamente.

Per capire se il neonato sta andando incontro a questa complicanza, dobbiamo individuare i seguenti sintomi:

  • Dolore addominale;
  • Vomito;
  • Arrossamento addominale.

Ci sono dei fattori di rischio che potrebbero determinare un prolasso addominale?

Oltre alla predisposizione genetica, che aumenta il rischio di prolasso addominale, ci sono le seguenti cause:

  • Età che supera i 35 anni;
  • Feto grande e dal peso elevato;
  • Gravidanza gemellare;
  • La nascita prematura;

Un eccessivo esercizio, soprattutto durante l’ultimo trimestre, può aumentare il rischio di un prolasso addominale. Questo perché con l’esercizio i legamenti e tendini si sforzano eccessivamente favorendo il prolasso. Quindi allenare eccessivamente la parete addominale in gravidanza è sconsigliato.

L’attività fisica in gravidanza provoca uno sforzo che i muscoli della parete addominale non possono sopportare agevolmente. Per questo in gravidanza è consigliabile fare solo un’attività fisica specifica e che si adatta alle esigenze della gestante.

 

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