I sintomi del tumore al seno

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Il tumore al seno è tra quelli che più preoccupano e spaventano le donne.

Generalmente il tumore al seno è asintomatico, ma in alcuni casi è possibile notarlo precocemente a causa della comparsa dei noduli. I noduli non sono sempre sinonimo di tumore, ma sono tra i sintomi più frequenti.

Il seno è composto da un gruppo di ghiandole e da del tessuto adiposo mentre il latte arriva al capezzolo passando i dotti galattofori. Un tumore al seno si sviluppa a partire dalle cellule dei tessuti del seno e se non individuato in tempo, è una patologia molto pericolosa.

Il tumore nasce da una moltiplicazione anormale di alcune cellule che si sviluppano in maligne. I tumori più frequenti al seno prendono origine dalle cellule ghiandolari oppure da quelle che formano dotti. Vediamo ora di capire quali sono i sintomi di un tumore al seno. Prima di tutto cerchiamo di conoscere meglio cos’è il tumore al seno.

Tumore al seno

Sono stati identificati due tipi di tumore al seno:

  • Forme invasive;
  • Forme non invasive;

Le forme invasive tendono ad uscire dalla sede e ad espandersi, mentre quelle non invasive tendenzialmente restano in situ.

Un carcinoma duttale rappresenta ben il 70-80% di tutte le forme di tumore che colpiscono il seno, il carcinoma lobulare invece rappresenta il 10-15% di tutti i tumori che interessano il seno. Altre forme di carcinoma mammario, ma con incidenza minore sono il carcinoma papillare, il carcinoma mucinoso, il carcinoma tubulare e quello cribriforme.

Il tumore al seno viene comunemente classificato in cinque diversi stadi:

  • Stadio 0, si tratta di un carcinoma che resta in situ e che può essere di due tipi ovvero un carcinoma lobulare in situ, un tipo di carcinoma non aggressivo se scoperto in tempo, e il carcinoma duttale in situ che va ad attaccare le cellule dei dotti ed è più pericoloso. Nella maggior parte dei casi in cui vengono diagnosticati, questi tipi di carcinomi non arrivano a diventare un vero cancro, ma regrediscono spontaneamente, anche se devono essere monitorati;
  • Stadio I, si tratta della fase iniziale con una massa di meno di 2 cm di diametro e che non ha coinvolto ancora i linfonodi;
  • Stadio II si tratta di un cancro ancora in fase iniziale, sempre con meno di 2 cm di diametro ma che però ha già colpito i linfonodi di sotto l’ascella. Oppure si tratta di un tumore sempre con più di 2 cm di diametro, ma senza il coinvolgimento dei linfonodi;
  • Stadio III si tratta di un tumore avanzato localmente con dimensioni variabili che ha già colpito anche i linfonodi sotto l’ascella, oppure che ha colpito i tessuti che si trovano vicini e intorno al seno;
  • Stadio IV quindi quando il cancro è metastatizzato ovvero ha coinvolto altri organi;

Nel caso in cui il tumore venga scoperto allo stadio 0, la sopravvivenza della donna è del 98%, anche se è possibile subire delle ricadute che possono arrivare fino al 30% dei casi. Le ricadute variano anche a seconda della terapia scelta per la cura. Nel caso in cui i linfonodi risultino positivi all’esame, ovvero che contengono cellule tumorali, la percentuale di sopravvivenza della paziente a cinque anni si abbassa al 75%.

Nel caso di un cancro con metastasi, ovvero di un cancro in cui la patologia ha già interessato altri organi al di fuori del seno, come per esempio il fegato, i polmoni e addirittura le ossa, la sopravvivenza della donna colpita si abbassa a due anni, ma in alcuni casi è possible che l’aspettativa aumenti fino a circa dieci anni. Vediamo ora di conoscere quali sono i sintomi di un tumore al seno.

Sintomi

I sintomi non sono sempre facili da individuare dato che spesso il tumore è asintomatico all’inizio. Una spia fondamentale per avvertire la paziente sono i noduli palpabili o quelli addirittura visibili. Il nodulo è già il sintomo di una forma tumorale avanzata. Anche le alterazioni che compaiono sui capezzoli possono essere un campanello di allarme di un tumore ed è fondamentale segnalare qualsiasi sintomo anomalo al medico.

Le perdite anomale che fuoriescono dal capezzolo possono anch’esse essere spia di un tumore, ma se compaiono da entrambi i capezzoli sono comunemente di natura ormonale, anche se è comunque consigliabile contattare il medico. Bisogna segnalare anche i cambiamenti alla pelle del seno quindi se la zona diventa a buccia d’arancia o se la forma della mammella cambia, o se la pelle si arrossa contatta subito il medico.

Per la prevenzione è importantissimo fare una mammografia a cadenza periodica per prevenire il tumore al seno. La diagnosi preoce di cancro del seno fa la differenza.

La diagnosi viene fatta con la mammografia e/o con l’ecografia mammaria, a seconda dell’età si decide un diverso tipo esame, anche se talvolta si eseguono entrambi. In alcuni casi è utile anche effettuare anche una risonanza magnetica. I noduli o le formazioni sospette devono essere analizzate con una biopsia. La biopsia viene fatta mediante prelievo con un ago per effettuare un esame citologico oppure un esame microistologico.

L’esame citologico va a controllare le cellule, mentre il microistologico va a controllare i tessuti. In questo modo si riesce anche a conoscere la natura della malattia oltre che le sue caratteristiche.

l tumore benigno al seno più comune è il fibroadenoma, si tratta di un singolo nodulo dalla consistenza dura e regolare al tatto, e mobile nella maggior parte dei casi doloroso. I sintomi associati al fibroadenoma sono sensazione di tensione al seno e dolore della mammella con presenza di noduli che si riescono a notare facilmente con la mano.

Noduli al seno

I noduli al seno sono in genere la prima spia di un possibile tumore al seno, ma si possono trovare anche in altre patologie benigne o infiammazioni che attaccano la mammella della donna. Queste formazioni in noduli sono distinte in noduli benigni e noduli che sono spia di tumori maligni. I noduli al seno possono presentarsi monolateralmente nel seno o bilateralemente in entrambi i seni ovvero possono essere in una sola mammella o nascere in entrambi i seni.

I noduli possono provocare dolore ed essere accompagnati anche da altri sintomi come:

  • Secrezione dal capezzolo, la secrezione può essere chiara, liscia e trasparente, bianca e lattescente o con presenza di sangue;
  • Alterazioni alla pelle come presenza di rossore, linfedema, comparsa di pelle a buccia d’arancia ed eritema;
  • Tensione della pelle;
  • Cambiamenti nella forma della mammella;

I noduli al seno si possono notare durante l’autopalpazione o durante un esame, nei casi più seri sono visibili direttamente ad occhio nudo. I noduli al seno possono essere di tipo benigno o maligno. Sepsso si tratta di noduli di natura benigna e vanno sempre controllati perché non è possibile escludere il carcinoma mammario.

I noduli benigni hanno delle caratteristiche che consentono di identificarli, in genere presentano dei contorni netti e sono tondi e mobili, i noduli maligni hanno contorni irregolari e non si muovono. Spesso i noduli maligni causano anche sintomi visibili sulla cute come cambiamenti della forma della mammella, pelle arrossata o con eritema, pelle a buccia di arancia, modifiche del capezzolo (che cambia forma o colore o che rientra), linfedema. Se noti anche uno solo di questi sintomi consulta il tuo medico.

Cura e terapia

La terapi avviene nella maggior parte dei casi tramite un intervento chirurgico utile ad eliminare i tessuti malati ed interessati dalle anomalie. A seguito si opta per una radioterapia e solo in seguito si procede alla ricostruzione del seno. La maggior parte delle pazienti viene sottoposta anche ad una terapia con farmaci anticancro. La chemioterapia non è necessaria in tutti i casi, ma solo in alcuni specifici.

In genere la chemioterapia si consiglia a seguito di una valutazione e spesso a scopo precauzionale. Una volta che il tumore del seno viene operato e rimosso viene inviato in un laboratorio per effettuare l’analisi delle caratteristiche. Le pazienti con un tumore con esito positivo per i recettori degli estrogeni, possono dover seguire anche la terapia con farmaci che bloccano gli estrogeni. Alcuni di questi farmaci possono condurre la donna ad una menopausa temporanea.

Il risultato dell’esame è fondamentale anche per capire quale sia la percentuale del rischio di una possibile ricaduta e per capire quale tipo di terapia seguire, soprattutto nel lungo termine. Ricorda che la nostra guida non sostituisce in alcun modo il parere del medico, contattalo se noti i sintomi di cui ti abbiamo parlato. Non sottovlautare mai i segnali del tuo corpo.

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