Ghiandole salivari gonfie: scopri le cause e le possibili terapie

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Oggi ti parliamo di ghiandole salivari gonfie, un problema relativamente comune che può essere segnale della presenza di diverse patologie.

Nella guida di oggi individueremo sintomi, cause e possibili terapie, indicandoti anche quando è il caso di recarti immediatamente dal tuo medico curante.

Le cause delle ghiandole salivari gonfie

Le ghiandole salivari, ossia quelle ghiandole che servono, appunto, a produrre la saliva, così come accade per qualsiasi altra parte del corpo, possono andare incontro a dei problemi ben precisi.

Tra i possibili problemi abbiamo anche un gonfiore anomalo che si verifica soprattutto in presenza di alcune condizioni patologiche specifiche, come la calcolosi delle ghiandole salivari ed altre patologie di cui parleremo meglio più avanti.

In base alla causa che ha provocato questo gonfiore, quindi anche in base alla gravità della situazione, sarà il medico a dirci cosa dobbiamo fare per risolvere il disturbo.

In ogni caso è di fondamentale importanza non sottovalutare il gonfiore alle ghiandole salivari: sono organi  molto importanti per la nostra salute, soprattutto perché ci permettono di lubrificare il cavo orale con la produzione di saliva e di favorire la naturale digestione.

Inoltre, nel nostro cavo orale ci sono diversi tipi di ghiandole salivari e il gonfiore di cui parleremo oggi può colpirle tutte.

I diversi tipi di ghiandole salivari

Tra le nostre ghiandole salivari principali e minori, ricordiamo le seguenti:

  • Le ghiandole salivari sublinguali, ossia quelle che si trovano appena sotto la lingua;
  • Le ghiandole salivari parotidee, ossia quelle che si trovano tra la mandibola e il condotto uditivo esterno;
  • Le ghiandole salivari sottomandibolari che si trovano nella loggia sottomascellare, ossia nella porzione interna della mandibola.

Quindi, come abbiamo già detto qualche minuto fa, il gonfiore delle ghiandole salivari è causato solitamente dalla presenza di altre condizioni patologiche.

In questo senso possiamo dire che è un sintomo di queste patologie che vanno ad intaccare direttamente il funzionamento delle ghiandole e che possono anche causare dei problemi molto gravi. Andiamo quindi a vedere quali sono queste patologie.

Scialoadenite

La prima patologia di cui parleremo oggi è la Scialoadenite, ossia un’infezione di natura batterica che colpisce, appunto, le ghiandole salivari e, nello specifico, la ghiandola parotide.

Questo disturbo colpisce prevalentemente gli anziani e si manifesta con dei sintomi ben precisi, soprattutto per quanto riguarda la secrezione di pus dalla cavità orale e il dolore acuto che si percepisce.

La Scialodenite è causata soprattutto da un batterio che risponde al nome di Staphylococcus aureus, tuttavia, alla base della patologia possono esserci anche altri agenti virali e gli streptococchi.

Calcolosi salivare

Un’altra patologia che può causare l’ingrossamento delle ghiandole salivari è la calcolosi salivare che è provocata, appunto, dalla formazione di calcoli che vanno a bloccare direttamente il flusso della saliva e, proprio per questo, si manifesta il gonfiore.

I calcoli sono delle strutture calcificate che sono costituite soprattutto dal carbonato di calcio e, proprio da questa composizione, deriva l’ostruzione di cui sopra.

I calcoli salivari, di solito, si formano nelle ghiandole sottomandibolari e per diagnosticare questa patologia il medico dovrà sottoporti a degli esami ben precisi come i seguenti:

  • La scialografia;
  • L’ecografia;
  • La tomografia computerizzata.

Adenomi pleomorfi e il tumore di Warthin

Tra le cause più gravi e preoccupanti che possono sottostare il gonfiore alle ghiandole salivari abbiamo gli adenomi pleomorfi e il tumore di Warthin che colpiscono la ghiandola parotidea e possono interessare entrambi i lati del viso.

Purtroppo, però, queste patologie possono avere un decorso molto lento e privo di sintomi, motivo per cui la diagnosi può avvenire anche troppo tardi.

Tuttavia, in linea di massima, le formazioni tumorali che colpiscono le ghiandole salivari, sono principalmente di natura benigna, anche se questo non esclude la possibilità di un tumore maligno. Proprio per questo motivo bisogna chiedere aiuto ad uno specialista del settore, ossia all’oncologo.

Mucocele

Quando parliamo di mucocele, in gergo medico, ci riferiamo a delle lesioni che possono colpire il cavo orale e le stesse ghiandole salivari, causando il gonfiore a causa dell’ostruzione del passaggio della saliva.

Il mucocele può anche colpire altre zone, come il dotto nasolacrimale, l’appendice, il pavimento orale e i seni nasali e, anche in questo caso, abbiamo a che fare con una patologia che non è accompagnata da molti sintomi.

Parotite epidemica

L’ultima patologia che può causare il gonfiore delle ghiandole salivari è la parotite epidemica, più comunemente conosciuta con il termine Orecchioni.

Come si può intuire dal nome, questa patologie colpisce le parotidi e si tratta di una malattia infettiva causata dalla presenza di un virus che appartiene alla famiglia Paramyxoviridae.

Si tratta di una condizione patologica molto contagiosa e può comportare delle complicazioni se non viene trattata in modo tempestivo, ad esempio le seguenti:

  • La mastite;
  • Dei danni all’udito;
  • La pancreatite;
  • La meningoencefalite parotitica;
  • L’orchite.

Quando andare dal medico

Anche se non ci sono degli esami specifici per indagare sulla funzionalità delle ghiandole salivari, così come accade per qualsiasi altro disturbo, anche nel caso in cui si dovessero gonfiare è necessario contattare il medico per individuare la causa del problema.

Per indagare sul flusso salivare, le ghiandole possono essere munte, o spremute, e facendo un esame obiettivo e, eventualmente, la biopsia, o ricorrendo a degli esami diagnostici per immagini, il medico riuscirà sicuramente ad individuare la causa e, quindi, anche il trattamento migliore.

Tuttavia, a volte può capitare che, con il semplice esame obiettivo, il medico non riesca a capire da cosa sia derivato questo gonfiore e, in tal caso, si può ricorrere ad altri esami più specifici come la scialografia che studia proprio i dotti e le ghiandole salivari.

Quali sono i rimedi più efficaci

In base a quello che abbiamo detto fino ad ora, il trattamento per il problema delle ghiandole salivari gonfie varia in base alla patologia che ha scatenato questo disturbo.

Ad esempio, se si tratta di un problema di natura batterica, il medico potrebbe ritenere necessario prescriverti dei farmaci, come gli antibiotici i quali, tra l’altro, vengono prescritti anche se l’ingrossamento delle ghiandole è causato dalla calcolosi salivare.

Nei casi più gravi di calcolosi salivare, può anche essere necessario intervenire in modo chirurgico, oppure con l’ausilio di una specifica sonda, per andare ad eliminare la struttura calcificata che ostruisce il passaggio della saliva.

Se invece la causa delle ghiandole salivari gonfie è una parotite, il medico procederà sicuramente con il trattamento dei sintomi, attraverso l’assunzione di analgesici per il dolore e di antipiretici per ripristinare la temperatura del corpo.

Infine, come abbiamo già detto in precedenza, se il problema è connesso alla presenza di adenomi e di tumori, sarebbe meglio contattare uno specialista.

In questi casi, soprattutto in presenza di formazioni tumorali, siano esse benigne o maligne, potrebbe essere necessario asportare la parotite con un intervento chirurgico. Tuttavia sarà lo specialista a dirti cosa fare in questi casi in quanto si tratta di un intervento invasivo e rischioso.

Ci sono rimedi naturali per le ghiandole salivari gonfie?

Sempre in base alla causa del gonfiore delle ghiandole salivari, puoi anche considerare l’opzione di ricorrere a dei rimedi naturali, ma sarebbe meglio chiedere un parere al medico anche in questi casi.

Ad esempio, per il trattamento dei calcoli salivari puoi bere del succo di limone, famoso per la sua capacità di sciogliere questi calcoli, alleviando anche i sintomi dolorosi e fastidiosi della malattia.

Per incrementare la salivazione ti consigliamo inoltre di sottoporti a dei massaggi particolari, possibilmente con l’aiuto di un panno caldo, oppure di far sciogliere delle caramelle in bocca.

Infine, ti consigliamo di optare per alimenti che non abbiano un sapore troppo forte se soffri di parotite perché, in questi casi, aumentando la salivazione andresti ad incrementare anche il dolore.

 

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