Flogosi nel Pap Test: ecco cosa vuol dire e cosa fare

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Il pap test è uno degli esami diagnostici più importanti e uno di quelli in grado di causare maggiore preoccupazione nelle donne quando arrivano i risultati.

Oggi parliamo di uno dei risultati possibili: che vuol dire quando il pap test indica la presenza di flogosi? Scoprilo con la guida dei nostri esperti ginecologi.

Che cos’è la flogosi?

È il termine medico che indica stati infiammatori che possono colpire organi o tessuti. Può avere cause diverse e per quanto riguarda i risultati del pap test non deve essere mai o quasi fonte di preoccupazione.

È relativamente normale avere delle infiammazioni in corso nel canale vaginale, per cause che andremo ad indagare con maggiore dovizia di particolari più avanti nel corso della nostra guida.

Se hai bisogno di una risposta rapida: no, la flogosi non è nulla di grave e può essere superata con terapie semplici e dai risultati quasi immediati.

Come comportarsi nel caso di flogosi dopo il pap test

Sono necessari ulteriori approfondimenti, che devono innanzitutto individuare l’origine della flogosi stessa. Può trattarsi infatti di una reazione completamente naturale a taluni fenomeni da parte dei nostri tessuti, oppure del risultato di una infezione fungina o batterica (su tutte Gardnerella e Candida Albicans).

Sarà necessario individuare la causa che ha portato allo sviluppo della flogosi prima di individuare la terapia più adeguata.

Quali sono le cause più comuni che portano allo sviluppo della flogosi rilevata dal pap test?

Infezioni di carattere batterico, come quella causata dal Gardnerella, oppure infezioni micotiche, causate da Candida Albicans. In entrambi i casi si tratta di infezioni molto facilmente superabili con le adeguate terapie, che dovrebbero essere comunque indicate dal nostro ginecologo di fiducia.

Il fai da te, soprattutto in assenza di una diagnosi accurata, può peggiorare il problema invece di risolverlo una volta per tutte.

Che fare nel caso di flogosi?

Bisogna innanzitutto ripristinare, nel più breve tempo possibile, uno stato di normalità che ci permetta di ripetere il pap test per avere risultati attendibili. È necessario intervenire con il proprio ginecologo, prima per una diagnosi accurata, poi per l’individuazione di una terapia adeguata.

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