Distrazione muscolare: sintomi, cause e terapie efficaci [GUIDA]

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Cominciare o tornare a fare sport può causare problemi di carattere muscolare. Oggi parliamo di distrazione muscolare, una problematica tanto comune quanto dolorosa, che nella guida di oggi impareremo a riconoscere e curare.

I nostri specialisti hanno preparato per te un vademecum completo per riconoscere i sintomi della distrazione muscolare, per individuare eventuali terapie contro il dolore e il recupero della funzionalità del muscolo, nonché per capire quando sia il caso o meno di rivolgersi ad un fisioterapista.

Che cos’è la distrazione muscolare?

Con il nome di distrazione muscolare indichiamo una lesione che, spesso, viene indicata anche con i nomi di contrattura, stiramento o strappo, a seconda dell’entità della lesione stessa.

Possiamo ricavare il significato di questo termine partendo dallo strappo – quando siamo di fronte a questa seconda evenienza infatti, la rottura delle fibre muscolari è completa, mentre nella distrazione muscolare è interessato meno del 50% delle fibre.

Questo non vuol dire però che la distrazione muscolare sia meno dolorosa oppure meno importante dello strappo.

I tre gradi di distrazione muscolare

Secondo le pratiche più diffuse, la distrazione muscolare può essere divisa in tre gradi:

  1. Distrazione di primo grado: in questo caso sono presenti lesioni in fibrille e miofilamenti – il muscolo non perde continuità;
  2. Distrazione di secondo grado: in questo caso ci sono lesioni che interessano intere fibre, anche se l’area colpita è di piccola entità;
  3. Distrazione di terzo grado: è la più grave – in questo caso infatti le aree colpite da lesione completa sono decisamente più importanti;

Vale la pena di ricordare in questa specifica circostanza che l’intensità del dolore non è direttamente correlata all’estensione della lesione. Puoi avvertire un dolore considerevole anche quando la distrazione è di primo grado.

Come riconoscere la distrazione: i sintomi

Il primo dei sintomi che si percepiscono è un dolore molto intenso quando avviene la rottura. È possibile inoltre che si presenti un avvallamento, nel caso di distrazione di terzo grado, in corrispondenza con la lesione.

Non devi sottovalutare inoltre la comparsa di ematomi, che sono tanto visibili quanto estesa è la lesione.

Per quanto riguarda invece la mobilità, il muscolo appare contratto, duro anche al tatto e muovere l’arto che ne è stato colpito diventa molto difficile.

La diagnosi: come essere certi di una distrazione muscolare

È necessario ricorrere all’aiuto di uno specialista, che effettuerà un’ecografia, a patto che però siano passate almeno 72 ore dall’evento.

L’interpretazione dell’ecografia non è affatto semplice: per questo motivo il nostro consiglio è quello di rivolgerti ad un medico sportivo, che abbia già trattato casi simili e che possa individuare con semplicità ed efficacia la presenza di una distrazione.

Quali sono le migliori terapie per la cura della distrazione muscolare?

Innanzitutto è necessario interrompere ogni tipo di attività fisica. L’interruzione immediata è necessaria, anche nel caso in cui il dolore non dovesse essere troppo intenso.

Va applicato poi immediatamente, per un periodo che va dalle 36 alle 48, quello che in gergo tecnico si chiama procotollo RICE, ovvero:

  • Rest / Riposo
  • Ice / Ghiaccio
  • Compression / Compressione
  • Elevation / Elevazione

Per applicare correttamente la procedura è necessario:

  • Applicare per almeno 4 volte al giorno un impacco di ghiaccio e mantenerlo sull’area per almeno 15 minuti;
  • Mettere l’arto completamente a riposo;
  • Comprimere con un bendaggio elastico adeguato (lo puoi trovare in tutti i migliori negozi di ortopedica);
  • Mantenere l’arto in posizione elevata, per favorire il recupero venoso.

È soltanto con i casi più gravi di distrazione muscolare che si rende necessario l’intervento chirurgico. Sarà comunque il medico, di concerto con il fisioterapista, ad individuare questa specifica necessità.

Quanto tempo occorre?

Nel caso di situazioni non particolarmente gravi, entro 3-4 settimane si forma tessuto cicatriziale, che indica il recupero, almeno parziale, della funzionalità muscolare.

Quando invece la lesione è più importante e necessità di un intervento chirurgico, i tempi possono allungarsi fino a 4 mesi per un completo recupero.

Come funziona la riabilitazione per la distrazione muscolare?

Il piano che troverai descritto tra pochissimo deve essere considerato come generico e non può essere messo in pratica con successo senza il supporto di un fisioterapista.

Tipicamente si procede come segue:

  1. Per la prima settimana il muscolo va immobilizzato. È consigliato l’utilizzo di bendaggi specifici e anche di stampelle. Il riposo in questa prima fase è cruciale per il superamento della distrazione muscolare – permette infatti di riavvicinare i monconi e favorire la riparazione delle fibre muscolari;
  2. Per la seconda e terza settimana si ricomincia invece a muovere il muscolo, pur facendo attenzione a limitare le sollecitazioni al massimo. Si può procedere inoltre con massaggi che favoriscano la circolazione – anche in questo caso però è necessario affidarsi alle cure di un professionista; è possibile inoltre cercare di velocizzare i tempi di recupero con il ricorso alla tecarterapia;
  3. Successivamente alla terza settimana è possibile cominciare con esercizi isometrici e concentrici. Soltanto in una quarta fase, sarà possibile tornare a fare esercizi eccentrici e dinamici.

Per quanto tempo evitare di fare sport?

Dipende dai tempi di recupero. Mediamente e a seconda della gravità della distrazione si recupera in un tempo variabile da 1 a 3 mesi. Sarà comunque il fisioterapista a dare l’ok per il ritorno ad attività fisica che impieghi l’arto colpito.

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