Cardiopatia congenita

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Cardiopatia congenita

Che cosa sono le cardiopatie? Che cos’è la cardiopatia congenita? Quali sono i trattamenti previsti per la cardiopatia congenita? Ci sono dei rischi oppure no? Cosa bisogna fare in questi casi per non mettere a rischio la vita del bambino? Come funziona la diagnosi della cardiopatia congenita?

In questo articolo proveremo a fornirti una guida completa e dettagliata sulla cardiopatia congenita, cercheremo di rispondere insieme a tutte le domande che ci sorgono quando sentiamo parlare di cardiopatie congenite, soprattutto per quanto riguarda il trattamento e la cura.

Che cosa sono le cardiopatie?

Per capire a fondo che cosa sono le cardiopatie congenite e da che cosa sono causate è il caso di partire dalla base, vedendo innanzitutto cosa sono le cardiopatie in generale.

In ambito medico, quando si parla di cardiopatia ci si riferisce ad una particolare condizione patologica che colpisce l’organo cardiaco o, più semplicemente, il cuore.

Si tratta di una malattia che può essere funzionale, ossia riguardare i meccanismi e le funzioni dell’organo, ma anche di tipo strutturale, cioè quando colpisce l’anatomia del cuore. Esistono due tipi di cardiopatie, quelle acquisite e quelle congenite, vediamo cosa sono queste ultime.

Che cosa sono le cardiopatie congenite?

Come si può intuire dal nome, quando parliamo di cardiopatie congenite ci riferiamo a quelle cardiopatie che insorgono nel bambino sin dalla sua nascita.

Utilizzando una terminologia più specifica, le cardiopatie congenite si verificano come conseguenza di un’alterazione dello sviluppo del cuore del bambino. Alterazione che avviene proprio quando il cuore si sta formando, ossia tra le quattro e le dieci settimane dall’inizio della gravidanza.

Come avremo modo di vedere più avanti in modo più dettagliato, le cardiopatie congenite sono classificate in diversi modi. Prima di tutto queste anomalie possono interessare una sola parte del cuore, oppure essere più complesse e coinvolgere altre aree.

Anche dal punto di vista della gravità le cardiopatie congenite possono essere più o meno gravi. Ci sono infatti alcune condizioni che permettono al piccolo di sopravvivere e condurre una vita normale, altre invece che possono portare al decesso.

Tra tutte le malformazioni congenite, ossia presenti dalla nascita, queste sono sicuramente le più frequenti. In Italia si sono stimati circa 4000 neonati l’anno che riportano una cardiopatia congenita, un numero sicuramente molto elevato.

Tuttavia, essere affetti da una cardiopatia congenita non significa necessariamente che la salute del bambino è in serio pericolo, proprio perché queste possono essere anche di entità leggera e il piccolo potrebbe convivere con questo disturbo per il resto della sua vita.

In ogni caso, come abbiamo già detto, ci sono diversi tipi di cardiopatie congenite. Andiamo quindi a vedere nel prossimo paragrafo quali sono le classificazioni più comuni di questo disturbo così diffuso.

Come vengono classificate le cardiopatie congenite?

Proprio perché le cardiopatie congenite possono essere diverse e con diverse entità, nel corso degli anni sono state fatte diverse classificazioni del disturbo.

La classificazione più comune è sicuramente quella che si basa sulla anatomia del problema. In questo senso abbiamo due tipi di cardiopatia congenita, ossia:

  • Le cardiopatie congenite semplici: sono quelle in cui la malformazione può essere costituita da una valvulopatia, ad esempio una stenosi aortica, oppure da un semplice difetto di settazione, come il Dotto di Botallo;
  • Le cardiopatie congenite complesse: in questo caso si presenza l’associazione di più difetti contemporaneamente, ad esempio può verificarsi un difetto di concordanza tra le strutture venose contemporaneamente alla traposizione delle grosse arterie.

Tra queste due la seconda, ossia la cardiopatia congenita complessa, è sicuramente la più preoccupante e potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per risolvere il problema, ma parleremo dei trattamenti più avanti.

Le cardiopatie congenite possono essere classificate anche in base alla gravità della situazione, ossia:

  • Le cardiopatie congenite severe: di solito si tratta di una serie di alterazioni che possono causare la morte del feto durante il periodo della gravidanza. Tuttavia alcuni bambini possono sopravvivere alla gestazione e alla nascita e, in questo caso, si effettua un intervento per correggere l’alterazione;
  • Le cardiopatie congenite moderate: in questo caso potrebbe essere necessario intervenire con un trattamento cardiologico specifico, sono meno gravi delle precedenti ma presentano comunque delle alterazioni non indifferenti;
  • Le cardiopatie congenite lievi: si tratta di alterazioni che solitamente si risolvono in modo del tutto spontaneo, appena qualche giorno dalla nascita. Sono le meno gravi in assoluto e di solito non manifestano neppure sintomi.

Da cosa sono causate le cardiopatie congenite?

Purtroppo non possiamo dire con certezza quali sono le cause specifiche delle cardiopatie congenite in quanto non sono ancora del tutto chiare agli specialisti del settore.

Tuttavia, diversi studi hanno evidenziato il modo in cui alcuni disordini di natura genetica, oppure alcuni difetti cromosomici, possono influenzare l’insorgenza delle cardiopatie congenite.

Da non dimenticare sono anche i comportamenti della madre durante il periodo della gravidanza, alcuni dei quali possono dare luogo a questi disturbi che compaiono sin dalla nascita.

Tra questi atteggiamenti ricordiamo soprattutto quelli citati in seguito:

  • Delle abitudini alimentari scorrette;
  • Delle esposizioni ambientali dannose;
  • La contrazione di alcune condizioni patologiche, ad esempio la toxoplasmosi o la rosolia;
  • L’abuso di alcol;
  • L’abuso di droghe;
  • Una carenza di acido folico;
  • L’assunzione di alcuni farmaci.

La supposizione di una base genetica per le cardiopatie congenite è emersa dal fatto che sono stati individuati dei casi ripetuti di queste malformazioni congenite all’interno di uno stesso nucleo familiare. Motivo per cui i medici consigliano di fare un’accurata diagnosi prenatale se si è a rischio.

Come funziona la diagnosi delle cardiopatie congenite?

Anche se molte cardiopatie congenite possono essere individuate già dalla nascita, ciò non significa che i sintomi sono specifici di questo disturbo. Al contrario, infatti, sono dei sintomi del tutto aspecifici e, tra i più comuni, ricordiamo sicuramente quelli citati in seguito:

  • Una sudorazione eccessiva durante le poppate;
  • La letargia;
  • La comparsa di cianosi, o pallore, in modo progressivo che, tra l’altro, peggiorano quando il bambino piange;
  • Un accrescimento insufficiente;
  • La tachipnea.

Come puoi notare tu stesso, si tratta di sintomi piuttosto comuni, soprattutto per un lattante. Motivo per cui, nel caso in cui si sospetta una cardiopatia congenita, o se si presenta qualsiasi altra anomalia, è opportuno contattare il medico per fare tutti gli esami necessari per la diagnosi.

Il primo esame è sicuramente un accurato esame obiettivo in cui verranno analizzati la bozza precordiale, la carnagione, o comunque il colorito della pelle, e delle mucose del bambino.

Oltre a questi aspetti il medico metterà in atto sicuramente una palpazione dell’area cardiaca per individuare eventuali anomalie e ascolterà con l’apposito strumento il ritmo dei torni cardiaci per indagare sulla presenza di rumori anomali aggiuntivi.

Tra gli altri esami diagnostici che si sono dimostrati utili per rilevare la presenza di una cardiopatia congenita abbiamo soprattutto i seguenti:

  • L’angiografia;
  • L’ECG;
  • L’ECG TT/TE;
  • Il Cateterismo Cardiaco;
  • La Saturimetria Transcutanea;
  • Il Teleradiogramma Cardiaco.

Qual è il trattamento previsto per le cardiopatie congenite?

Come abbiamo già accennato diverse volte nel corso del nostro articolo, le cardiopatie congenite, talvolta, possono essere molto semplici e potrebbero regredire spontaneamente dopo qualche giorno dalla nascita.

Tuttavia, in alcuni casi potrebbe essere necessario che il bambino si sottopone ad un intervento chirurgico specifico e, ovviamente, ciò dipende dalla gravità della situazione e sarà il medico a stabilirlo.

In linea di massima possiamo dire che la probabilità di successo dei trattamenti, anche quelli chirurgici, previsti per le cardiopatie congenite, sono piuttosto alte.

 

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