Ai Chi: cos’è e in cosa può aiutarci

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L’Ai Chi è una forma di esercizio acquatico che può essere usato per un diverso numero di motivi.

Innanzitutto è uno sport ricreativo, così come si va in palestra o in piscina, si può seguire quanto prescrive questa disciplina al semplice scopo di divertirsi. Si tratta di una pratica sempre più comune nelle piscine più attente alle nuove tecniche e ai nuovi sport e con ogni probabilità anche una piscina vicina a casa tua offre questo tipo di corsi.

L’Ai Chi si può utilizzare anche come forma di rilassamento. Non si tratta infatti di soli esercizi, ma più generalmente di tecniche di respirazione e di movimento che hanno, tra gli scopi principali, la liberazione dallo stress quotidiano e il recupero dell’equilibrio psicofisico.

Allo stesso modo l’Ai Chi è ottimo per chi vuole semplicemente fare sport, perdere peso e tonificarsi, cogliendo l’occasione per recuperare un equilibrio fisico che non includa soltanto il rientro entro i canoni del peso e della quantità di adipe consigliate.

In ultimo, anche se a conti fatti si tratta della specificità più apprezzata da chi fa Ai Chi, la tecnica in questione può essere utilizzata anche per la riabilitazione fisica.

L’Ai Chi clinico

Oltre ai corsi, tenuti da personale formato ma non specialistico, è possibile trovare ormai anche nel nostro paese l’Ai Chi clinico, una forma specifica di terapia acquatica che combina tecniche di respirazione, allenamento alla resistenza e movimenti particolari allo scopo di:

  • rilassare il corpo
  • rafforzarlo
  • aumentare il relax
  • fornire equilibrio psicofisico.

Cosa si fa in una lezione di Ai Chi?

Nelle lezioni di Ai Chi si compiono, sotto la guida del maestro, dei movimenti coordinati e lenti, combinati con respirazione profonda e con ricorsi a tecniche tipiche del qigong e del tai chi chuan.

Si tratta di lezioni che sono tarate specificatamente sulla nostra prestanza fisica e l’intensità andrà ad aumentare di pari passo con il recupero della nostra resistenza e del nostro tono muscolare.

Una tecnica che arriva dal Giappone

L’Ai Chi fu messo a punto dal maestro Jun Konno, dell’istituto di Acquadinamica di Yokohama, in Giappone. In principio si trattava di un corso preparatorio per il Watsu, un’altra popolarissima forma di allenamento acquatico giapponese. La versione clinica dell’Ai Chi, di seguito, ha invece avuto come scopo quello di orientare gli esercizi verso il recupero e la riabilitazione fisica.

Non so nuotare, posso fare Ai Chi?

Certo che sì, dato che durante tutta la lezione rimarremo con i piedi ben saldi a terra e l’acqua non supererà mai l’altezza delle nostre spalle.

L’Ai Chi può essere un ottimo modo per prendere confidenza con l’acqua, soprattutto nel caso in cui l’elemento in questione non sia poi molto nelle nostre grazie.

I 19 movimenti dell’Ai Chi

Nelle lezioni di Ai Chi verremo a contatto con 19 diversi movimenti, detti anche kata, che vengono portati a termine respirando tra le 14 e le 16 volte al minuto. I primi 6 di questi movimenti, che interessano soltanto il tronco superiore, sono presi direttamente dal qigong, mentre il resto è stato sviluppato a partire del Tai Chi Chuan.

I movimenti o kata sono di difficoltà crescente e devono essere sempre portati a termine tenendo conto dell’equilibrio posturale, delle respirazioni e del recupero del contatto con la nostra persona interiore.

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