Aborto Interno: sintomi, cause, possibili conseguenze

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L’aborto interno, conosciuto anche con il nome di ritenuto, si verifica quando l’embrione oppure il feto, se sono già passate 12 settimane, non è più vivo, ma non viene subito espulso dall’utero. In alcuni casi può accadere che si verifichi un aborto interno nelle primissime settimane di gestazione e che l’embrione venga riassorbito dal corpo della madre, mentre negli altri casi il feto o l’embrione resta all’interno dell’utero. Vediamo ora di capire quali sono i sintomi e i segni di un possibile aborto ritenuto.

Sintomi e diagnosi di aborto interno

L’aborto interno è una interruzione spontanea di gravidanza, che può essere preceduta da alcune avvisaglie e episodi di minaccia. I sintomi di aborto interno non sono sempre facili da individuare, questo anche perché il corpo non mostra perdite e sintomi evidenti e non presenta i meccanismi di espulsione dell’embrione.

Inoltre non è certo che la donna mostri sintomi dolorosi all’utero, contrazioni o perdite e questo rende davvero difficile capire se ci si trova di fronte ad un aborto interno. Le perdite, generalmente di colore scuro, possono comparire anche dopo varie settimane, ma è possibile che la donna non si accorga di nulla di tutto quello che è avvenuto nel suo corpo, e che scopra l’aborto solo in caso di un controllo medico.

In molti casi, più che accusare dei sintomi di aborto interno, la donna inizia ad avvertire la progressiva o immediata scomparsa dei sintomi della gravidanza che invece aveva prima. Il seno si sgonfia e non è più teso e dolorante, la nausea si ferma e la pancia smette di crescere. La diagnosi di aborto interno può essere fatta sola da un ginecologo che, utilizzando una ecografia, conferma l’assenza di battito del feto e di conseguenza l’aborto.

In alcuni casi possono essere necessarie anche più visite per la conferma, nel caso in cui l’aborto si verificasse durante una età gestazionale precoce ovvero in un periodo in cui il battito non è ancora facilmente rilevabile.

Gli aborti spontanei in generale, sia gli interni, che i completi che gli incompleti che quelli causati da gravidanze extrauterine, avvengono in genere entro i primi tre mesi. Ci sono delle statistiche che affermano che gli aborti spontanei sono circa il 10-30% delle gravidanze.

In pratica sono circa 17 ogni 100 le gravidanze che vengono interrotte spontaneamente e naturalmente dal corpo senza responsabilità da parte della donna. Vediamo ora le possibile conseguenze psicologiche di un aborto interno sulla donna.

Conseguenze psicologiche di un aborto interno

Le conseguenze psicologiche di un aborto interno a carico della donna, devono essere prese in considerazione per un corretto aiuto. La donna, in questo caso, si troverà a fare i conti non solo con il lutto per aver perso il figlio, ma anche con il fatto di aver scoperto di averlo portato in grembo anche quando ormai era senza vita e anche con il trauma di aver scoperto l’aborto in modo casuale, inaspettato e brusco, nel corso di un normale controllo.

Non va mai sottovalutato il dolore per la perdita di un figlio prima della nascita, neanche in caso della perdita durante le primissime settimane. Il superamento del trauma richiede tempo e molto sostegno, non solo da parte dei cari e della famiglia, ma a volte anche da parte di associazioni specializzate o di esperti e psicoterapeuti.

Terapia

Purtroppo la terapia per l’aborto interno prevede il raschiamento per lo svuotamento dell’utero con dilatazione del canale cervicale. Il raschiamento è necessario per evitare infezioni e setticemia. Se l’interruzione avviene entro le prime 8 settimane si opta per l’isterosuzione che aspira l’embrione e l’endometrio con una cannula apposita.

Se l’aborto arriva dall’ottava alla dodicesima settimana si procede con lo svuotamento della cavità uterina o con il raschiamento con la dilatazione meccanica del canale della cervice. Lo svuotamento avviene in condizione di sedazione e dura circa 15 minuti.

Il rivestimento dell’utero viene raschiato mediante una curette. L’intervento si effettua in day hospital e la donna viene dimessa in breve tempo se non si presentano complicazioni particolari. Ricorda che la nostra guida ha solo scopo informativo e che se hai bisogno di consigli per un caso di aborto spontaneo interno, dovrai rivolgerti al tuo medico o ginecologo.

Se ti senti persa o hai paura, non temere di chiedere aiuto, non sottovalutare il tuo disagio e la tua tristezza. Soffrire per il dolore per la perdita di un figlio, anche se nelle primissime fasi della gravidanza, è normale e legittimo.

Per superare un tale dolore ci vuole tempo, non aver paura di prenderti il tuo tempo per riprenderti e per affrontare il trauma. Se ne hai bisogno chiedi aiuto ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta. Ricorda che non sei sola e hai i tuoi cari vicino, chiedi aiuto ad altre donne che hanno avuto esperienze simili, il conforto di un gruppo di aiuto può essere un buon metodo per superare il dolore.

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